"L'intelligenza artificiale è una tecnologia che corre, l'Africa è il continente che cresce, oltre il 60% della sua popolazione ha meno di 25 anni ed è qui quindi che si incontrano due delle forze che disegneranno il futuro. Investire in Africa con l'intelligenza artificiale è l'unica strada per accelerare lo sviluppo di un continente che lotta ancora contro la fame e la povertà. Significa portare la diagnosi delle colture nelle mani dei piccoli agricoltori, i servizi sanitari dove manca la connessione, la conoscenza che oggi ne è esclusa, e significa dare ai giovani africani gli strumenti per creare imprese e lavoro. Credo che sia importante e significativo che questo AI hub sia nato a Roma, laddove già hanno sede i programmi delle Nazioni Unite per l'alimentazione e i programmi delle Nazioni Unite per i Paesi in via di sviluppo, quindi per l'Africa. Però la tecnologia, lo sappiamo tutti, da sola non basta. A fare la differenza è la collaborazione, la cooperazione tra chi può e chi ha bisogno. Quando un Paese mette a disposizione le competenze costruite in decenni, le infrastrutture in cui ha investito e i risultati che ha già raggiunto, permette ad altri di non ripartire da zero. Si possono saltare intere tappe, fasi tecnologiche, come già accaduto proprio nel continente africano con la telefonia mobile e con i pagamenti digitali, che si sono diffusi prima ancora delle reti fisse e degli sportelli bancari. Con l'intelligenza artificiale quel salto può essere ancora più ampio, più significativo. Condividere ciò che sappiamo fare significa accorciare di anni il cammino dei Paesi in via di sviluppo verso i loro traguardi, che sono traguardi comuni.
Il piano Mattei, che Giorgia Meloni ha fortemente voluto, nasce proprio con questa finalità: una collaborazione tra pari costruita insieme ai partner africani, e peraltro la intitolazione del piano a Enrico Mattei indica la strada che l'Italia vuole percorrere con i partner europei. E i frutti già si vedono. Il piano conta oggi 76 progetti in 18 Paesi partner.
Con questo AI hub, nato durante la presidenza italiana del G7 e guidato dal nostro ministero, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, abbiamo coinvolto oltre 1100 innovatori africani e più di 150 organizzazioni italiane, mentre oltre 7000 startup si sono registrate nella piattaforma dell'hub. Quando l'abbiamo ideato durante il nostro G7, nel vertice che realizzammo a Verona e poi a Trento, non pensavamo che si realizzasse in così poco tempo e che portasse già i primi frutti.
Cineca ha messo a disposizione 1,5 milioni di ore di calcolo sul supercomputer Leonardo per addestrare modelli nelle lingue africane. Con Cyber for Africa accompagniamo 49 startup di 13 Paesi nella sicurezza informatica. E con India e Kenya abbiamo avviato un partenariato trilaterale sull'intelligenza artificiale vocale per agricoltura, sanità e servizi pubblici.
Dietro questi numeri già significativi ci sono risultati concreti. Grazie ai supercalcoli italiani, i modelli vocali di una startup ugandese funzionano oggi senza connessione nelle strutture sanitarie del Paese, al servizio di centinaia di operatori di comunità. Una startup etiope ha portato l'accuratezza del riconoscimento vocale in amarico dal 93 al 96%, la soglia necessaria per lavorare con banche ed emittenti nazionali. Una startup marocchina, insieme alla Fondazione Mach e al sistema agricolo piemontese, ha sviluppato un agronomo digitale che può raggiungere oltre 3 milioni di agricoltori. E un'impresa italiana, Domine, porta con Microsoft i propri modelli linguistici in 14 Paesi africani.
Sono esempi concreti con obiettivi già raggiunti. È un percorso ovviamente che i nostri centri di ricerca hanno trovato nuovi partner e nuovi campi di applicazione. La collaborazione non è infatti solo un dono, è soprattutto un investimento comune che genera valore per entrambe le parti, un ponte economico, tecnologico, un ponte nelle sfide per il futuro tra il nostro continente, l'Europa, il G7 che ha promosso questo AI hub, e ovviamente i Paesi della sponda sud del Mediterraneo e il continente africano".
Fonti e documenti
Data del documento o periodo di riferimento: Intervento alla Luiss di Roma · testo fornito dall’autore.
Contributo di Umberto Mancini. Il testo dell’intervento è pubblicato integralmente come fornito dall’autore; i grassetti sono redazionali.

